Golf Club Pevero
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Storia

Cenni storici

La Sardegna, situata nel Mar Tirreno, in prossimità della costa dell’Italia continentale, è la seconda isola più grande del Mediterraneo; nel nord-est dell’isola, la Costa Smeralda è uno dei maggiori successi ecologici ottenuti dall’Industria Turistica Europea. Questo Resort ha sempre goduto di uno straordinario prestigio, importanti articoli da prima pagina sulla Costa Smeralda iniziarono ad apparire su Vogue, Bazaar e Town and Country, con foto patinate di lussuosi yacht ormeggiati in baie di un azzurro profondo. Sotto il sole della Sardegna si abbronzano i personaggi più noti e la nobiltà Europea fa il bagno destando l’ammirazione.

Il Consorzio costituito dall’Aga Khan fece partecipare Robert Trent Jones Snr alla costruzione di un intrigante tracciato tra il Golfo del Pevero e la baia di Cala di Volpe sin dal progetto iniziale. Al Pevero, Jones dovette fare i conti con gli impedimenti della natura. Nel suo affascinante libro “Golf’s Magnificent Challenge”, Jones parla di enormi ostacoli che il suo team di lavoro dovette affrontare in questo formidabile crinale lungo la Costa Smeralda. In un aneddoto descrive un incontro con l’Aga Khan ed un gruppo di agronomi italiani; sulla base delle analisi fatte sul terreno, gli agronomi dichiararono che, considerandone le condizioni, sarebbe stato impossibile far crescere il manto erboso. Proposero di importare dal continente migliaia di tonnellate di terriccio per ricoprire l’intero percorso con uno strato di questo costosissimo materiale. Nella sua infinita saggezza Yankee, Jones ebbe un’altra proposta, che, se avesse avuto successo, avrebbe avuto un costo decisamente inferiore. Aveva constatato che c’era granito sgretolato in abbondanza e quindi si augurò di poterlo sfruttare al meglio. Si procedette con i lavori ed in qualche mese il Pevero ebbe, ed ha tuttora, tra i più bei fairways in Europa.

Il Pevero Golf Club, progettato nel 1967, venne inaugurato nel 1972 e per anni è stato un segreto gelosamente custodito poichè è uno dei più bei campi al mondo. è veramente un luogo magico; con i suoi stagni naturali tra le rocce, un sottobosco profumato di ginepro, mirto e corbezzolo, il Pevero è il percorso più pittoresco e sicuramente uno dei più richiesti in cui si possa mai avere il piacere di giocare. Come paesaggio ogni buca è diversa dall'altra. Ogni punto di arrivo o di partenza diventa, per il giocatore in attesa di giocare, un panorama da ammirare. Dal tee della buca 4, attorniato dalle rocce levigate dal vento, si intravedono oltre il Golfo del Pevero i rilievi della Corsica: una suggestiva emozione da portare nel cuore. L'unico rischio per i giocatori è di sbagliare un tiro perché la vista e il panorama circostante sono talmente belli e suggestivi da distrarre l'attenzione anche del giocatore più concentrato e preparato.

Grazie al suo ambiente esclusivo, alla bellezza naturale, ai panorami mozzafiato ed alle caratteristiche tecniche del tracciato, il Pevero è stato ufficialmente riconosciuto come uno dei migliori percorsi al mondo (Golf Magazine lo ha classificato tra i top 50 al mondo). Il percorso è anche, sotto il punto di vista tecnico, estremamente difficile, con insidie ed ostacoli tali da esigere concentrazione assoluta e ancor più assoluta precisione. Per la salvaguardia dello score l’imperativo fondamentale è quello di stare lontano dal rough, uno dei più punitivi che si conoscano, con scarsissime possibilità di recupero. Per dare un’idea di cos’è il Pevero basta pensare all’Open d’Italia disputatosi nel 1978, vinto da Dale Hayes su Tommy Horton, con uno score di 293 colpi, ben cinque sopra il par del campo.